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La nascita dello scoutismo

C'erano un inglese, un italiano...

Gli scout, si sa, sono nati in Inghilterra con B.P. Ma qui in Italia? Bhè, anche qui da noi sono stati "importati" dal Regno Unito. Ma andiamo con calma...
Intorno al 1910 lo scoutismo supera la Manica e mette radici in Francia, si diffonde in Cile e negli Stati Uniti. Nel 1905 un inglese, il baronetto Sir Francis Vane, istituisce in Italia (a Bagni di Lucca) la prima squadra di esploratori, seguito dall'associazione "Le Gioiose" di Genova, fondata dal prof. Mario Mazza. Questa fa proprie le idee dello scoutismo e costituisce la R.E.I. (Ragazzi Esploratori Italiani), che adotta come simbolo il giglio scolpito nella cappella dei Lanaioli a Genova. La R.E.I. comincia a far proseliti quando, nel 1912, la G.E.I. (Giovani Esploratori Italiani), fondata dal dottor Carlo Colombo, si unisce all'associazione.

La prima guerra mondiale

Nel 1915 viene portato in auge il problema se l'associazione debba essere o meno confessionale. Purtroppo la discussione non va per il meglio, e si decide di fondare due nuove associazioni: l'A.S.C.I. (Associazione Scout Cattolici Italiani) confessionale ed il C.N.G.E.I. (Corpo Nazionale Giovani Esploratori Italiani) aconfessionale. Nel giugno 1916 l'A.S.C.I. riceve l'approvazione di Benedetto IV. Nel mentre B.P. inaugura i Lupetti e, nel 1918, i Rovers.
Nell'Europa devastata dalla prima guerra mondiale, viene indetto il primo "Jamboree". A cadenza quadriennale gli scout del mondo si sarebbero ritrovati per esprimere il proprio pensiero di libertà e fraternità. Rappresentante dell'Italia alla prima Conferenza Internazione di Londra fu il conte Mario di Carpegna. Lo scoutismo in Italia trova in lui un degno rappresentante nel mondo, e le cose nella nostra penisola vanno a gonfie vele. Fino al 1926.
Nel 1926 si costituisce l'O.N.B. (Opera Nazionale Balilla) che si ripropone, tra l'altro, di sopprimere lo spirito scoutistico in Italia. La legge n. 5 art. 3 del 9 gennaio 1927 decreta lo scioglimento dei Reparti Scout nei centri inferiori a 20.000 abitanti ed obbliga ad apporre, ai restanti, la sigla O.N.B. sulle proprie insegne. Il 9 aprile 1928 (decreto 696) dichiara ufficialmente soppresso lo scoutismo. A Milano vengono simbolicamente consegnate le fiamme dei reparti milanesi. Ma lo spirito scout è duro a morire, e così nasce quello che viene definito "La giungla silente", ovvero il perdurare nell'ombra di unità clandestine (le "Aquile Randagie" dell'A.S.C.I. a Milano, il "Lupercale" del C.N.G.E.I. a Roma). Alcuni riescono a partecipare a campi in Francia o in Svizzera, mentre le Aquile Randagie furono le uniche ad essere presenti a tutti i Jamboree (come ad esempio a quello di Zurigo, in Svizzera, ed a quello di Gödöllo, in Ungheria). Le cronache ufficiali delle Aquile Randagie venivano pubblicate sulla rivista "Il Club dei Ceffi", poi sostituita da "Estote Parati".

La seconda guerra mondiale

Nel 1941, mentre la guerra allunga le sue mani mortifere su tutto il mondo, B.P. si spegne in Kenya, chiedendo ai suoi scout di tenere alti i principi di fratellanza ed uguaglianza. Caduto il fascismo le attività scout in Italia sembrano tornare finalmente alla luce del sole grazie ai "Vecchi Scout", ma subito l'occupazione tedesca obbliga a rientrare nella clandestinità. Giuliana di Carpegna e Josette Lupinacci decidono di estendere la vita scout (fino a quel tempo appannaggio quasi totalmente maschile) anche alle ragazze. Nasce così il guidismo, approvato nel 1944 da Pio XII, senza nessun legame con la già iniziata esperienza dell'U.N.G.E.I. (il ramo femminile del Corpo Nazionale).
Alla firma dell'armistizio (8 settembre 1943) gli scout reagiscono fieramente: tantissimi ex prigionieri necessitano di espatriare in Svizzera, e le Aquile Randagie, sotto il nome di "O.S.C.A.R." (Opera Scoutistica Cattolica Aiuto Ricercati), si mettono in prima linea per aiutare inglesi, americani, russi, serbi, ebrei ed antifascisti. Le funzioni dell'O.S.C.A.R. vanno dalla produzione di documenti falsi all'ospitalità. Si calcola che gli espatri clandestini siano stati 2166.

Nasce l'A.G.E.S.C.I.

L'esperienza della seconda guerra mondiale fa sentire il bisogno di esprimere in maniera più forte l'ideale scout in Italia. È così, nel 1944, che l'A.S.C.I. e la G.E.I. stipulano la convenzione per la formazione della F.E.I. (Federazione Esploratori Italiani), che riceverà il riconoscimento ufficiale dal Bureau internazionale nel 1946. Le guide emulano il progetto della F.E.I. ed istituiscono la F.I.G.E. (Federazione Italiana Guide Esploratrici), che viene riconosciuta nel 1948. Nel 1953 viene fondato il M.A.S.C.I. (Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani). Finalmente, nel 1974, il sogno di un'unica grande associazione cattolica si vede realizzato: l'A.S.C.I. e l'A.G.I. si uniscono sotto un'unica bandiera, quella dell'A.G.E.S.C.I. (Associazione Guide E Scout Cattolici Italiani).
Attualmente l'A.G.E.S.C.I. ed il C.N.G.EI. sono membri sia della F.E.I. che della F.I.G.E.

 
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