Rover/Scolte - Clan "Tatanka"

Il nome scelto dal nostro clan è Tatanka; termine indiano (Sioux) che indicava il bisonte, animale simbolo della vita e della libertà per le tribù pellirosse del Nord America. Questo animale ricorda lo spirito libero, l'amore per la vita, lo stare in comunità, la fratellanza e la disponibilità all'accoglienza che, come i pellirossa, animano lo spirito dei Rover e delle Scolte. Il nostro clan nasce nell'agosto 1993, alla route estiva delle branche R/S dei gruppi dell'Avellino 3 e del neonato Avellino 6.

Cosa significa vivere in clan

Il clan è una comunità in cui ogni membro si preoccupa della crescita e della maturazione di sé stesso e di ogni altro rover/scolte. In ogni comunità si è chiamati a fare scelte di diversa natura, riassunte in quelle di Fede, Politica e Scout, che hanno come fine il raggiungimento di obiettivi personali e comunitari. Il clan, quindi, presta servizio non solo a sé stesso, ma anche alle comunità ed alle realtà che lo circondano. Si propone di affrontare tematiche generate da un'esigenza collettiva che richiedono una più approfondita analisi. Il Clan ha come punto referenziale delle proprie scelte la fede, vissuta da ogni rover/scolte in solitudine (deserto) o con gli altri (preghiera comunitaria). Il clan intende così lo scoutismo: "Crescere Insieme Restando Comunque Originali". Lo scoutismo è uno stile di vita ed un'esperienza diversa da quella che ci può offrire la strada (intesa come vita di strada); è la possibilità che ci viene offerta di vivere insieme agli altri un'avventura che ci possa far crescere sia spiritualmente che personalmente. Essere scout non si riduce all'indossare un'uniforme ma essere testimoni dei nostri valori anche al di fuori delle nostre attività. "Semel scout, semper scout".

I punti fondamentali del clan

Strada. È impossibile non fare strada. Fare strada vuol dire entrare in contatto con la natura e camminare a pari passo con gli altri guidati da Dio. È la Strada stessa che, il più delle volte, ci avvicina al Signore, introducendoci in un rapporto personale e diretto con la Sua Parola. La Strada ci fortifica dentro e ci permette di riflettere su ciò che abbiamo realizzato e sui nostri progetti futuri. Essa ci dà la possibilità non di camminare con le scarpe degli altri, ma tutti con lo stesso paio, proiettandosi all'unisono nella stessa direzione. Dopo aver fatto strada ci restano, oltre alle cicatrici del cammino, una maggiore consapevolezza di essere diventati un’unica persona insieme ai propri compagni di Strada e la concretezza di ciò che abbiamo realizzato e che ci proponiamo di realizzare.
Comunità. La Comunità non è "branco" (nel senso sociologico del termine), ma è la capacità dei singoli di riunirsi, fraternamente, sotto un ideale. È obiettivo della Comunità il realizzarsi di ogni suo elemento, ovvero far sentire ogni rover/scolte importante e indispensabile senza inutili e sminuenti protagonismi o autistici isolamenti. La comunità si mette al servizio di chi ha bisogno senza essere servile, ponendosi come obiettivo la crescita individuale e comunitaria.
Servizio. Fin dai lupetti si fa Servizio. Donarsi agli altri è una prerogativa di ogni scout, essere il servo di tutti significa mettere le proprie esperienze in gioco per aiutare gli altri materialmente e ricevere come contropartita una crescita personale. Si aiutano i bisognosi con animo felice, ci si impegna nel regalare qualcosa agli altri, senza chiedere nulla in cambio. Nel clan esistono due tipi di servizio: associativo ed extrassociativo. Durante il servizio associativo ogni rover/scolte è chiamato a confrontarsi con una realtà a lui vicina. È bene sottolineare che bisogna mantenere un certo distacco nei confronti dei ragazzi più piccoli, per non rischiare di "usurpare", in termini educativi, il posto che spetta al caporeparto o ad Akela. Il servizio extrassociativo, invece, costringe i rover e le scolte a confrontarsi con realtà che non gli appartengono. Non si ha più, cioè, la consapevolezza di essere in una grande famiglia come può essere quella degli scout, ma ci si scontra con abitudini e ritmi a noi sconosciuti. È per questo che, almeno nel primo anno di Clan, il servizio extrassociativo è prerogativa non del singolo rover o scolte, ma di un piccolo gruppetto. Non si dona per ricevere, ma per la bellezza di un sorriso donato da chi ci è riconoscente.

La forcola

Simbolo di ogni clan è la forcola, immagine del bivio che ognuno di noi si trova dinanzi nella propria esistenza. Essa è il riassunto di tutta la vita scout, il momento in cui operare un'importantissima scelta: "partenza" o "uscita".
Partenza. Tra i 20 ed i 21 anni le scolte ed i rover chiedono che i capi e l'assistente ecclesiastico della comunità riconoscano che per essi è giunto il momento di abbandonare il clan/fuoco ed attuare al di fuori della comunità R/S le proprie scelte di vita. Termina così l'itinerario educativo proposto dallo scoutismo e comincia quello di educazione permanente dell'adulto. Se la scolta o il rover decidono di continuare a mettersi in gioco nel servizio scoutistico di capo, allora si parla di partenza. Partire significa: "Allungare il proprio sguardo su vasti territori ancora mai percorsi, immaginare un itinerario, scegliere la direzione, fissare le tappe. Significa accettare il rischio di andare verso qualcosa che non ci è noto. [...] Partire vuol dire accettare una sfida innanzitutto con sé stessi, mettersi alla prova, cercare la propria via in equilibrio sul trapezio e senza rete. [...] Partire è una sfida che lanciamo nel mondo, è il grido che ci siamo anche noi, che esistiamo e che vogliamo mettere dei segni, lasciare delle tracce, partecipare al grande gioco della vita. [...] Partire è dire sì a quelle sfide che ci fanno tremare i polsi e le ginocchia e danno alla nostra vita delle ragioni ed un sapore a cui non possiamo rinunciare" (Roberto Cociancich).
Uscita. L'altra strada a noi possibile è quella dell'uscita. Chi non si sente pronto, o comunque maturo, per assumersi le responsabilità proprie di un capo, può prediligere alla partenza l'uscita. Questa consiste in un anno di riflessione lontano dalla vita scout, in cui il rover/la scolte può valutare le proprie abilità e decidere se porle al servizio degli altri negli scout oppure in un'altra associazione. La scelta dell'uscita è molto importante, e non si deve costringere il partente a prediligere gli scout solo perché "mancano i capi". Questo modo di pensare non solo è sbagliatissimo, ma anche sminuente nei confronti del ragazzo che vedrà la vita da capo come un obbligo, non come una scelta.

Le scelte

Come nella vita, nel corso del proprio cammino scout ogni rover e scolte è chiamato a fare delle scelte, che nel clan si dividono in particolare in tre gruppi:
Scelta Politica. Intendiamo per Scelta Politica l'essere un cittadino attivo che sappia esporre le proprie idee all'interno e al servizio della società, partendo dalla realtà che ci è più vicina. Esprimere, quindi, le proprie opinioni e portarle avanti affinché la comunità attorno a noi, sia essa famiglia, amici, rione, città possa migliorare verso un comportamento attivo rivolto al bene in relazione ad una comunità più grande.
Scelta di Fede. La fede è spesso l'unico appiglio a cui reggersi quando le avversità della vita tentano di farci cadere. Infatti di fronte alle domande: "Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo?" spesso non sappiamo trovare una risposta se non interpretando la parola di Dio. La preghiera è uno dei mezzi che ci mette in contatto con il Signore, unico custode dei saperi della vita. Ascoltare noi stessi significa scoprirci dentro e ascoltare Dio.
Scelta Scout. Essere scout vuol dire formarsi come uomini e donne di qualità, per essere pronti a confrontarci con il mondo fiduciosi in noi stessi. Alla base dell'essere rover/scolte ci sono i quattro punti fondamentali di Baden Powell: la Comunità, cioè il servizio per gli altri; la Concretezza, tipica dell'Abilità Manuale; l'Ottimismo che ci forma nel carattere ed il Divertimento. Guida del nostro percorso è Dio, cardine soprattutto nei momenti cruciali delle nostre scelte. Durante il cammino siamo chiamati a rispettare i nostri impegni e ci rendiamo conto che solo assieme agli altri possiamo raggiungere la nostra meta. Scegliamo la nostra direzione non in base alla distanza ma all'obiettivo finale prefissatoci. Bisogna avere il coraggio di osare, guardare nel buio ed essere noi stessi la luce che ci rischiara il cammino. Ogni scout agisce in piccolo e pensa in grande, per non allontanarsi dalla propria meta e dalle strade che ha intrapreso.